Giovane donna con abiti professionali beige, appoggiata a una parete bianca luminosa, guarda dritta l'obiettivo tenendo una mano sul fianco

"Che fortuna, la tua passione è il tuo lavoro!"

Quante volte ho sentito questa frase. Per molti, fare la fotografa significa semplicemente avere un hobby che, per qualche strano colpo di fortuna, mi permette di vivere. Come se fosse un gioco, qualcosa di leggero e spontaneo. La verità, però, è ben diversa. Il mio percorso non è stato lineare, anzi, è stato tutt'altro che scontato.


La fotografia non è sempre stata al centro della mia vita. C'è stato un periodo in cui l'ho completamente accantonata, sopraffatta dalle responsabilità e dalla necessità di seguire un percorso più "serio" e sicuro. Crescendo in un contesto in cui il lavoro viene spesso identificato con un impiego stabile, ho sentito il peso di questa aspettativa, anche se i miei genitori non mi hanno mai imposto nulla. È stata una responsabilità che ho avvertito dentro di me, soprattutto quando sono andata a convivere: dovevo mantenermi, dovevo avere una certezza economica. E così la fotografia è passata in secondo piano, se non addirittura nel dimenticatoio.


Poi è arrivato il 2018. Per Natale, i miei genitori mi hanno regalato una macchina fotografica. Un gesto che per loro era semplice, ma che per me è stato una scintilla. In quel periodo ero insoddisfatta, sentivo di star solo sopravvivendo, incastrata in qualcosa che non mi apparteneva. Quella macchina fotografica ha riacceso in me una passione che credevo sepolta. Ho iniziato a scattare di nuovo, senza pretese, solo per il piacere di farlo. Ma, passo dopo passo, quell’interesse è diventato qualcosa di più concreto.


E poi è arrivato il Covid. Un periodo strano, sospeso, in cui il tempo sembrava essersi fermato. E proprio in quel tempo, anziché rimanere immobile, ho deciso di investire su di me: ho studiato, ho approfondito la tecnica e mi sono iscritta alla Newborn Academy. È stato come aprire una porta su un mondo che non conoscevo fino in fondo. Ho incontrato altre fotografe da tutta Italia, professioniste con cui ancora oggi mi confronto quasi quotidianamente.


Da lì, tutto ha iniziato a prendere forma. Con tanto lavoro, dedizione e studio, la mia passione si è trasformata in un vero lavoro. Ma non è stata fortuna, e non è mai stato solo un hobby. È stata una scelta consapevole, fatta di sacrifici, di momenti difficili, di dubbi e di tanta determinazione.


Oggi so che la fotografia non è solo ciò che faccio, è parte di chi sono. E ogni volta che racconto una storia attraverso le mie immagini, so di aver fatto la scelta giusta.